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A Palazzo Chiablese arrivano i Pre-Raffaelliti

Tutti parlano della mostra dei Pre-Raffaelliti a Torino e tu non hai la più pallida idea di chi siano?  Ecco tutto quello che devi sapere per fare bella figura in società in pochi semplici punti grazie alla nostra contributor Paola Sereno.

 Millais BBC 012

Ormai, a Torino, i Pre-Raffaelliti sono ovunque: sui cartelloni nei principali viali della città, sui giornali, c’è persino lo spot in TV. La mostra “Pre-Raffaelliti, l’utopia della bellezza”, allestita a  Palazzo Chiablese (Piazza Castello) fino al 13 luglio è una di quelle che non si possono non vedere. E così io, tanto curiosa quanto spaventata dalle immagini di visitatori in coda pubblicate sui giornali, sono sì andata a vederla a pochi giorni dall’inaugurazione, però in orario pre-prandiale la domenica di Pasqua.

Però, diciamoci la verità, questi Pre-Raffaelliti voi li conoscete veramente? Non è come la solita mostra degli Impressionisti, che ci hanno già riproposto in tutte le salse. Le mie competenze in materia pre-raffaellita si limitavano a vaghe reminiscenze scolastiche e due dati di base:

- sono inglesi e non italiani

- non sono vissuti prima di Raffaello, ma a metà Ottocento (ecco adesso la data esatta non è che me la ricordavo dal liceo, però ci siamo capiti)

Dopo aver visitato la mostra, grazie anche all’audioguida compresa nel biglietto d’ingresso (che io non ho pagato, ho l’Abbonamento Musei), ho imparato molte più cose, e le voglio condividere con voi.

-  hanno fondato una Confraternita 

Eh già, i tre dell’Ave Maria John Everett Millais, William Holman Hunt e Dante Gabriel Rossetti hanno deciso di fondare nientemeno che una Confraternita. Da bravi maschilisti, non hanno invitato Elizabeth Siddall, che però è la rossa pallida che spunta sempre qua e là nei quadri, nonché musa, amante e infine moglie del nostro Dante (che  era inglese, quindi non si chiamava Dante veramente).
Hanno scelto di chiamarsi Pre-Raffaelliti perché, pur vivendo in piena rivoluzione industriale, non amavano affatto la modernità. Preferivano il Medioevo, le storie della religione e della letteratura e, soprattutto, la natura. A me tutto questo pare molto conservatore, ma invece sono un’Avanguardia, perché comunque in rotta con la loro epoca.

- amavano le rosse

Non nel senso di birre, ma di donne. E di bellezze muliebri ne hanno dipinte un sacco, di ogni genere. Anche morte, come la splendida Ofelia di Millais, immagine simbolo della mostra torinese. Comunque, la percentuale di fanciulle con i capelli rossi nei dipinti dei Pre-Raffaelliti è decisamente sopra la media, anche per un paese anglosassone. Sarà che, in fondo, tutte le donne ritratte sono un po’ Elizabeth Siddall. Per chi invece preferisce le brune, anche la prosperosa Proserpina di Rossetti non è niente male.

- erano fissati con la luce e con i particolari

Se dovevano fare un paesaggio, non si perdevano un filo d’erba. Se era un ritratto, rappresentavano ogni ricamo dei vestiti. Non stupisce che abbiano influenzato tessuti, mobili e carte da parati (e anche il liberty, a mio parere).

Ogni loro quadro è una storia, che il soggetto sia un sonetto di Shakespeare o Cristo in casa del falegname suo padre (non sto delirando, è un’opera di Millais).

- da Tim Burton ai Cure, chiunque abbia un’anima dark li adora

Quando visitate la mostra, non ignorate il video di spiegazione posizionato in una delle salette. C’è Luca Beatrice, che ha curato l’edizione italiana della mostra, davanti a una pinta di birra, che parla di Tim Burton, dei Cure e di Alexander McQueen. Non è impazzito, ci racconta di come i Pre-Raffaelliti abbiano influenzato pesantemente l’estetica New Gothic. Se devo essere sincera, io non li trovo così dark e gotici questi Pre-Raffaelliti, ma se lo dice Luca Beatrice…

Di certo un po’ dark lo è l’allestimento della mostra, con le pareti buie che contrastano con la luminosità dei dipinti.

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- tra poco la Tate si riprende le sue 70 opere

Come ricordato in ogni dove, trattasi di 70 capolavori della Tate di Londra, reduci da un tour in giro per il mondo. Ma a luglio, sbaraccato Palazzo Chiablese, la Tate si riprenderà i suoi Pre-Raffaelliti per non farli uscire mai più dalla perfida Albione. Quindi, o fate un salto in Piazza Castello entro il 13 luglio, oppure l’Ofelia ve la andate a vedere a Londra!

 

Pre-Raffaelliti, l’utopia della bellezza

dal 19 aprile al 13 luglio 2014

Torino, Polo Reale, Palazzo Chiablese

http://www.mostrapreraffaelliti.it

#preraf

 

 

Articolo scritto da Paola Sereno

“Vivo in una mansarda a Torino con 1 fidanzato e 2 gatti (non viceversa, purtoppo!). Di lavoro faccio la content manager, qualunque cosa questo voglia dire, nel tempo libero twitto, scrivo e faccio sport. Quando posso me ne vado, ma poi torno sempre.”

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Pubblicato il: 19 May 2014

Categoria: Eventi, GuestPost

Letture: 4348

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One Response to A Palazzo Chiablese arrivano i Pre-Raffaelliti

  1. […] Recensione della mostra dei Pre-Raffaelliti […]

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