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antica insegna Al Bicerin

AL BICERIN, COLAZIONE PER SIGNORE: #lamiatorino per Just The Woman I am

Abbandonare il chiasso indaffarato di via Garibaldi per perdersi nel dedalo di viuzze del quadrilatero, addentrarsi in via Sant’ Agostino o in una delle altre piccole vie pavimentate in pietra, assaporare quel silenzio, immergendosi nell’atmosfera di una Torino d’altri tempi. Immergersi va bene, ma non troppo, visto che come al solito sono in ritardo… accelero nell’ultimo tratto: via Santa Chiara, poi destra…sinistra…ecco che l’ago del campanile mi indica che sono arrivata.

consolata_campanileLa piazzetta è silenziosa, sembra essere lontana anni luce dal traffico e dalla frenesia del sabato mattina. A lato del campanile si erge la Basilica della Consolata, una delle mete religiose più conosciute di Torino e di fronte la mia meta, il sacro e il profano direte voi, Al Bicerin, uno dei caffè storici più antichi della città, dove mi aspettano le mie amiche.

consolataNon potevamo che darci appuntamento qui, sei foodbloggers torinesi, con le nostre variegate origini, come si conviene all’attuale popolazione della mia ormai multietnica città. Ci siamo incontrate qui, per conoscerci, perché alcune di noi non si sono mai viste di persona, pur con la nostra frequentazione sul web.

E per questo incontro, dalle caratteristiche così contemporanee, abbiamo scelto un caffè antico: esiste dal 1763 questo minuscolo locale, fondato dall’acquacedrataio Giuseppe Dentis, con semplici panche e tavoli in legno. Qui, accanto alle bibite, si cominciava a servire al grande pubblico la cioccolata alla moda delle corti europee, preparata con il cioccolato fondente sciolto nell’acqua calda, ma anche il caffè e il tè.

bicerin_vetrinaNell’Ottocento il locale assunse il volto che conserva ancora oggi: la cornice, i capitelli in ghisa, antiche pubblicità d’epoca esposte in vetrina ai lati dell’ingresso. E soprattutto iniziò le gestione al femminile che dura tutt’oggi: un locale di donne anche per le donne, quando frequentare i caffè poteva risultare sconveniente per una signora. Ecco che l’invenzione del bicerin sembra cadere a fagiolo. Proprio davanti al Santuario della Consolata, appena uscite da messa, dove avevano preso la comunione a digiuno, secondo il precetto cristiano, anche le madamine più devote potevano contare su una corroborante colazione: dall’antica bavareisa, bibita calda composta da cioccolata, caffè, latte e sciroppo, si arriva al più moderno bicerin, chiamato così perché servito in un bicchiere con lo stelo, con strati ben distinti di cioccolata più densa, caffè liquido e vellutata crema di latte. All’inizio si poteva scegliere tra tre varianti: “pur e fiòr”, caffè e latte, “pur e barba”, caffè e cioccolato e infine “un po’ ’d tut”, composto dai tre ingredienti, il bicerin proprio come lo conosciamo ancora oggi.

bicerin_insegnaAll’Ottocento risalgono gli interni attuali, le boiseries in legno, gli specchi secondo il gusto dell’epoca, i tavolini in marmo, ai quali sediamo noi oggi, il grande  e massiccio bancone dietro al quale si affrettano le signore della gestione, sbrigative e indaffarate, un po’ severe quando dicono meccanicamente, a ciascuna di noi, “non si mescola”, servendo il bicchiere celeberrimo per il quale siamo venute qui. Non si mescola, infatti, si sorbisce lentamente: la panna fresca avvolge caffè e cioccolata roventi e, nell’impedire di scottarsi la lingua, permette di assaporare tutti e tre i sapori distintamente.

[foto di Irene Prandi]

[foto di Irene Prandi]

Tra i più assidui frequentatori del locale sono passati alla storia il Conte di Cavour, naturalmente, che dalle cronache dell’epoca sembra aver trascorso più tempo tra caffè e ristoranti che seduto in Parlamento, e poi Silvio Pellico, Alexandre Dumas, Giacomo Puccini, Friedrich Nietzsche , Guido Gozzano, Macario…e in epoca più recente Italo Calvino, Mario Soldati, Mario Mertz… e le donne? Pur senza nomi celebri, a parte la devota Wanda Osiris, che si fermava sempre qui dopo le sue visite alla Consolata, possiamo immaginare, da metà Ottocento un continuo carosello di gran dame e di serve, frettolose e indaffarate venditrici ambulanti, modiste e cantanti, assieme alle aristocratiche e alle borghesi che si concedevano un attimo di svago davanti a una bevanda calda. Al Bicerin è democratico fin dalla sua nascita: il locale è piccolo, come ancora oggi, otto tavolini in tutto, ma la specialità che vi si serve è talmente buona da evitare qualsiasi discussione.

Il merito di una commistione così serena va alla gestione femminile, che ha consegnato ai giorni nostri, superando le guerre, la decadenza e la rinascita della zona del quadrilatero, la crisi, un locale perfettamente conservato: dalla metà dell’Ottocento, con i successori di Dentis, poi condotta con signorilità sabauda dalle signore Cavalli dal 1910 al 1975, poi ancora con Marité Costa, fino alla titolare attuale. Le gerenti sono state confidenti discrete e materne padrone di casa, verso le signore e verso gli intellettuali squattrinati, verso gli abitué e i turisti di passaggio, un modo di fare femminile, piemontese, moderno al tempo stesso.

È già ora di pranzo quando interrompiamo i nostri discorsi. Attorno a noi, il vivace chiacchiericcio delle 10,30 ha lasciato il posto a un sommesso mormorio: si sentono ora più distintamente le nostre voci che dialogano senza sosta di cibo, ricette, ristoranti e fotografie. È stato un piacere fermarsi qui per una colazione speciale, ci siamo sentite come a casa.

E’ con immenso piacere che ho scritto questo post, come “voce narrante” del blog lamiatorino.it, per il grande evento benefico di  “Just The Woman I am” sulla ricerca contro il cancro. Iscrivetevi numerosi consultando il sito www.torinodonna.it e partecipate alla campagna social #backtomyself #nonarrendertimai #justthewomaniam #8marzo #torinodonna

 

 

 

 

5 Responses to AL BICERIN, COLAZIONE PER SIGNORE: #lamiatorino per Just The Woman I am

  1. Rosaria says:

    Come mancare in occasione della prima visita a Torino di assaggiare una specialità descritta in modo così accattivante? Ciao!

  2. […] *della storia del bicerin e dell’omonimo locale torinese vi ho parlato diffusamente qui.  […]

  3. sedia says:

    Ottimo articolo. Ninfa Lucchesi

  4. baldosa says:

    Senza ombra di dubbio un buonpost. Spulcio con entusiasmo il sitoweb
    http://www.lamiatorino.it. Avanti con questo piglio.

    visita codesto indirizzo

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