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“BOLIVIA I LUOGHI DELLA MUSICA”: IL VIAGGIO FOTOGRAFICO DI CRAIG RICHARDS

Al Museo della Montagna di Torino è stata inaugurata, recentemente, un’interessante esposizione, che va oltre ai canoni classici della “mostra”.

Il famoso fotografo canadese Craig Richards, classe 1955, curatore del Dipartimento di Fotografia del Whyte Museum of the Canadian Rockies di Banff, è da 35 anni sulla scena come uno dei protagonisti più accreditati. L’esplorazione dei panorami montani più affascinanti del pianeta è stata ed è una delle sue passioni più grandi, che si accompagna a professionalità e tecnica ma anche a una grandissima dose di affinità con l’oggetto dei suoi scatti.

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I suoi numerosi progetti che, dal 1995 lo hanno visto collaborare proprio con il nostro Museo della Montagna, hanno regalato emozioni singolari e scenari di delicata maestosità, che anche oggi si ritrovano qui nel suo viaggio in Bolivia. E’ un itinerario storico-geografico, quello che ha deciso di intraprendere. Una scelta particolarissima, non tanto relativa al formato dei suoi scatti, quanto alla realizzazione degli stessi.

Di solito Craig Richards non si discosta dal grande e medio formato, utilizzando come processo di stampa quello alla gelatina ai sali d’argento, ma la scommessa più ardita, che ha voluto proporre al suo pubblico, è stata la decisione di presentare straordinarie fotografie esclusivamente in bianco e nero, intervallate da spezzoni di video a colori.

Nell’immaginario collettivo e tra i viaggiatori più inclini a vivere esperienze particolari, la Bolivia è il paese che si snoda tra confini montani e tradizioni culturali profondamente legate alla musica e alla danza. Ma è soprattutto un territorio fatto di colori intensi, di sfumature, di suoni e di sorrisi. La mostra vuole sviluppare queste sensazioni: la genialità sta nel fatto di “immaginarsi” quelle tinte predominanti, quell’accoglienza festosa, quella personalità andina coinvolgente, che sembra quasi assopita tra il bianco e nero, ma che in realtà aspetta solo di poter emergere dalla nostra personalissima simbiosi con il mondo dell’arte, che Richards ci offre nuovamente.

E’ arte, infatti, la straordinaria capacità comunicativa del fotografo, che vuole condividere questa sua visione empatica e umana di uno dei luoghi più suggestivi al mondo. Del resto il titolo della mostra ha il suo perché. La Bolivia non è solo paesaggio e natura, popoli e culture. Si presenta con spazi fisici e strumenti tradizionali e moderni, dai quali emerge la peculiarità della sua evoluzione e la grandiosità della sua anima.

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I luoghi della musica sono quelli che avvicinano e stupiscono, che stringono legami, che si traducono in feste di gruppo o in repertori privati più discreti, ma sempre incantevoli. Flauti e tamburi, trombe, clarinetti e chitarre regalano una sorta di musicalità, a cui si aggiungono certi sguardi profondi e di un’umanità travolgente, tanto da completare il significato di questo “documentario” profondo e intrigante. Non sfugge l’attenzione, né si allenta nel susseguirsi di queste immagini poetiche, che trasudano di sentimento e di deliziosa bellezza. Si osserva con occhi nuovi e si inventano melodie, quasi tangibili.

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La mostra chiuderà il 28 febbraio 2016: un evento imperdibile nel panorama culturale torinese.

Maggiori informazioni su: http://www.museomontagna.org

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Pubblicato il: 22 December 2015

Categoria: Eventi

Letture: 926

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