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Come un Porto, Porta Palazzo.

Chi non passa da Porta Palazzo non può comprendere il cuore di Torino, anche quello gastronomico e della ristorazione, perché tutto parte da questo centro pulsante della città. Gli chef e i ristoranti vengono qui a rifornirsi e  le materie prime  poi vengono trasformate nelle più disparate declinazioni in ogni angolo della città.

Porta Palazzo non è solo un mercato è anche una delle piazze più suggestive della città Piazza della Repubblica. “Il nome trae origine da una delle porte di accesso alla città, alcuni sostengono che il nome derivi dalla Postierla San Michele, un antico varco che consentiva l’accesso a Piazza delle Erbe, l’attuale Piazza Palazzo di Città sede del Municipio. Ma la versione più verosimile è quella che sostiene che il nome Porta Palazzo provenga da quella che i Romani indicavano come Porta Principalis Sinistra, porta che segnava l’ingresso attraverso le mura alla città fortificata romana, o Palatina ( da cui le Torri Palatine) perché vicina al Palazzo sede dell’allora Senato”.

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I mercati in Piazza della Repubblica arrivano nel 1835 anno in cui furono costruite le prime tettoie, sostituite poi dagli attuali edifici che tuttora ospitano il cosiddetto “mercato V Alimentare” e il mercato ittico collocato dallo stesso lato della piazza. Di fronte alla Tettoia, sul lato destro, è stato recentemente costruito un nuovo padiglione su tre piani di color antracite, con una facciata realizzata in vetro traslucido, opera dell’Arch. Fuksas.

Oggi Porta Palazzo è importante perché Piazza della Repubblica è la più grande piazza di Torino, e soprattutto  perché il mercato che si svolge tutti i giorni in questa piazza è il più grande mercato all’aperto d’Europa e il sabato arriva ad accogliere quasi 100.000 visitatori.

L’unico modo di viverla è perdersi tra i banchi, parlare con le persone, scegliere le verdure, passeggiando  in una giornata primaverile come in questo periodo.

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Porta Palazzo è sentirmi a casa, in un’arena familiare. Da adolescente mia madre mi portava a fare la spesa il venerdì prima di andare a scuola: prima delle otto i prezzi erano la metà e si andava al risparmio. Naturalmente da adolescente non gioivo di queste torture mattutine, non avevo molta scelta, ma ora muovermi tra i banchi giusti è la mia specialità.

Il banco per eccellenza: il sig. Gallina, il banco del pesce più famoso della città, chiamato anche banco n.2 o oreficeria del mercato. Si trova nel mercato coperto del pesce e non potete sbagliarvi è il numero 2! E’ il pesce più fresco e buono che abbia mangiato in città, tutti i migliori ristoranti si servono qui… e il Sig. Gallina dispensa consigli sul come cucinare il pesce anche in un libro che troverete esposto sul banco di odori e profumi di mare. Se poi volete risparmiare buttatevi sul pesce azzurro (la salpa per esempio) che nessuno ha l’abitudine di comprare, ma che è buonissimo e più economico.

A fianco del mercato del pesce troverete le verdure e i banchi un po’ da tutto il mondo, dalla Puglia al Marocco, passando per la Sicilia, con i prodotti tipici da ogni regione italiana. Se volete baccalà cercate Concetta, il cognome non è dato da sapersi, fornisce la maggior parte dei ristoranti torinesi, se prenotate qualche giorno prima lo metterà persino a bagno per voi, facendovelo ritrovare pronto. Qui non mancano ottime acciughe sotto sale per la bagna cauda e olive da Cerignola in su.

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Proseguiamo il nostro viaggio  sulla piazza a nord, dove le sementi vi confonderanno la vista: eccoci arrivati  da Ceni sin dal 1963. Troverete, esposti nei capienti sacchi, più di 20 tipi di riso (rosso selvatico, nero venere, basmati  e quelli nazionali ), una quindicina di tipi di fagioli, varie specie di lenticchie,cereali, frutta secca, un’ampia scelta di farine per tutte le esigenze di panificazione, dolciarie . Sugli scaffali ci sono oltre 30 tipi di tisane, the sfusi, numerose varietà di miele italiano e marmellate e 80 tipi di spezie. Tra i primi, a Torino, a trattare l’alimentazione naturale come un’esperienza per il corpo e la mente, e in effetti non mancano le vitamine e gli integratori.

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Se invece volete sbizzarrivi in un serio bollito o in una bella grigliata, dall’altra parte nel mercato coperto delle carni, troverete ottima carne a prezzi molto accessibili.  Il banco dei salumi, quello solo delle carni di maiale o solo gli avicoli, o i banchi più vari con anche ampia scelta di formaggi. Se cercate bene troverete delle vere mozzarelle di bufala.

Per la frutta andate un po’ ad istinto tra i molteplici banchi, ma affinate  i sensi: spesso ciò che ci guida è la disposizione geometrica e artistica, ma i colori e le apparenze a volte ingannano. Io mi faccio guidare dagli  occhi e dalle mani di chi mi vende il cibo e non mi sbaglio. Provate la menta dei ragazzi marocchini all’angolo non ve ne pentirete, il tè si fa solo con quella particolare specie.

Per la verdura invece prediligo rigorosamente i banchi dei contadini, è un’esperienza vederli lavorare: mi incanto a vederli pulire le foglie dei carciofi, parlare in piemontese, forti, resistenti alle intemperie, sempre presenti fin da quando ero piccola. Chiedete loro consigli per come cucinare le verdure. Io ne preferisco due, ma in genere vado dai più anziani o da coloro che hanno pochi prodotti e ciò che mi guida è la scelta rigorosa di verdure di stagione e non di serra, e con loro non sbagli.

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Spesso c’è la signora Lucia, solo il sabato mattina con la treccia lunga e bianca che vende solo uova con un cartello: uova per neonati, per pensionati, per chi vuole dimagrire e per chi ha il colesterolo alto, a fianco un cesto con uova sode per provarne in tempo reale la bontà. Le ricette non mancheranno da parte della signora, che con passione ed esuberanza, ve le tramanderà e ne conosce di veramente curiose.

Infine approdo ai formaggi a fianco ai contadini: da “Le corbusier” un’azienda agricola, un agriturismo, da produttori di formaggi di alta qualità. La varietà è molteplice: trovi veramente dalle classiche tome, alla ricotta di capra, allo yogurt di latte di pecora, e poi lasciatevi guidare da loro e provate qualcosa di nuovo: ne vale sempre la pena.

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Direi che i fondamentali ci sono. Ora fate uno spuntino leggero nei paraggi: un pranzo vegano da “Mezzaluna”, un Kebab in via Milano, uno spuntino da Spritz, o un pranzo ridondante alla trattoria Valenza, andate  a zonzo… Perdetevi nel Porto di Porta Palazzo dove approdano da ogni continente le più prelibate bontà, la brezza del mare vi scompiglierà i capelli e i dialetti si mescoleranno nei vostri piatti del mercato più bello e più grande d’Europa.

Porta Palazzo, Piazza della Repubblica, Torino

 

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Pubblicato il: 26 March 2014

Categoria: Assaggi, Percorsi

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3 Responses to Come un Porto, Porta Palazzo.

  1. Ciao! Il Grillo parlante è chiuso da qualche anno, al suo posto c’è lo Spritz. Borgo Dora offre diversi locali dove fare uno spuntino. Per conoscere e orientarsi a Porta Palazzo, visitate scopriportapalazzo.com

  2. […] mattina dopo ci si tuffa tra i colori di Porta Palazzo, si viaggia sulla metropolitana (dove per poco qualcuno preso dalla musica non ci rimane chiuso in […]

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