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Gianni il Barbastorie di Via Vanchiglia

FullSizeRender-1Borgo Vanchiglia (Borgh Vanchija in piemontese) è uno dei quartieri storici di Torino. Tra palazzi bizzarri come la Fetta di Polenta, maestrine dalla penna rossa che ispirarono Edmondo De Amicis e vip come Fred Buscaglione che lo scelsero come luogo di residenza, la mia attenzione si rivolge verso lui: Gianni  Manusia il Barbiere di via Vanchiglia.

Il suo salone è un contenitore di storie unico e particolare.
Siciliano verace, originario della terra di Montalbano, il suo sembra quasi un personaggio messo lì a scandire il tempo e a raccontarti quello che i libri di storia non fanno.
Sedersi sulle sue poltroncine di legno con il poggiatesta che ti arriva sul collo (come dice lui ” e cosa vuoi negli anni 60 mica la gioventù era cosi alta !!!” ), sembra di entrare nella macchina del tempo di “Ritorno al futuro“.

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Il pennello morbido e setoso per la crema rigorosamente preparata e non spray, le lamette posizionate nel primo casettino sigillate una per una, il rasoio con il manico in madreperla, i fogli di giornale per pulire ogni singola rasoiata, i panni bianchi, caldi e senza alcun marchio,  per asciugare e detergere il viso del cliente e il dopobarba rigorosamente spruzzato come si faceva una volta.

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Ti siedi, chiudi gli occhi e comincia il tuo viaggio… ” Sai quanti negozi ho visto nascere qui ? ” ….” Sai che qui nacquero le prime carrozzerie ? ” …..” Sai che qui c’erano le primissime fabbriche di Venchi ” …
E poi aprendo gli occhi vedi tutto “rigorosamente” fermo a quel periodo storico nel quale, racconta sempre Gianni, non ci si fermava un attimo dal momento in cui si alzava la serranda alla chiusura e quando dice ciò sembra quasi emozionarsi.

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Aneddoti, fatti di cronaca, gossip veri e sinceri, tutto questo accompagna quei trenta minuti che trascorri per farti coccolare. Ha pure rinunciato alle lusinghe di Sorrentino che lo voleva nel film “Il divo” come barbiere di Andreotti, ma dedicare un sabato alle riprese significava toglierne uno ai suoi affezionati clienti.
In quel mentre Gianni il BarbaStorie apre il suo libro di ricordi e ti conduce per mano con il più classico di ” Ai miei tempi…”
Ad una cosa “moderna ” non ha potuto rinunciare però: il rasoio elettrico ormai necessario per la prima spuntatura ma un particolare è rimasto uguale al famoso “Ai miei tempi ….”
Sapete quale ? Il cliente che entra soltanto per leggere il quotidiano a scrocco: quello non manca mai, sempre c’è stato e sempre esisterà .

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Pubblicato il: 17 December 2014

Categoria: Persone

Letture: 3414

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