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I ciclomeccanici artigiani di Via Ormea

Di tutte le vie che compongono lo stretto reticolato di San Salvario, classico esempio dello sviluppo urbanistico del territorio torinese, Via Ormea è sicuramente quella che riassume al meglio la vera anima dello storico quartiere, stravolto negli ultimi anni dalle continue aperture di locali non sempre (e sono generoso) in linea con la tradizione. Via Ormea è, ancora oggi, uno spaccato dal sapore popolare e romantico, tra piccole botteghe artigiane, ammuffite sezioni di partito, prostitute, splendide palazzine d’epoca e osterie alla Torino “di una volta” (le classiche piole). Tra le attività più recenti, ce n’è una che rispecchia, forse più di tutte le altre, lo spirito descritto sopra: la Ciclofficina Artigiana, al civico 19. Non aspettatevi un’esposizione grandiosa, sfavillanti biciclette di ultima generazione e prodotti all’avanguardia della tecnica, ma tantissima generosità e un’attenzione più che maniacale per la qualità, l’artigianalità e la manualità, coerentemente alla personalità dei soci che la gestiscono.

Marco (“Il Bolle”), Giorgio (“Fox”) e Luca (“Groucho”) sono tre personaggi schietti e sinceri, in apparenza burberi, ma dal cuore d’oro e da una proverbiale etica del lavoro: per loro, il comportamento dei clienti è essenziale e sono disponibili a offrire tutta la loro professionalità solo se ricevono la massima collaborazione (e di conseguenza educazione) da parte degli avventori. Le vicissitudini che hanno portato all’apertura della ciclofficina sono state lunghe, travagliate e non sempre facilissime: l’idea di Marco, nell’ormai lontano 2006, prese vita con l’associazione Muovi Equilibri, progetto di ciclofficina popolare che, nel corso degli anni, ha toccato vari luoghi della città tra cui l’ex Manifattura Tabacchi, Borgo San Paolo, il Parco Michelotti, l’Hiroshima Mon Amour, il Carcere Minorile Ferrante Aporti fino a raggiungere l’attuale sede del Cecchi Point. Luca e Fox si unirono al gruppo, come volontari, nel biennio 2009 quando la sede era Borgo San Paolo, alla ciclofficina Tandem, progetto finanziato grazie al sostegno del Comune di Torino e della Compagnia di San Paolo per raggiungere la sostenibilità economica.

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Il 2012 è l’anno della svolta: dopo un breve periodo trascorso al Balon come ciclofficina itinerante, Marco e Luca decidono di uscire da Muovi Equilibri per unirsi a Fox alla ricerca di un locale a San Salvario; in primavera apre ufficialmente la Ciclofficina Artigiana di Via Ormea 19, in quella che fu per lungo tempo una bottega di riparazione cicli e moto, dagli anni ’50 fino al 1982. Dopo due anni di lavoro molto intensi, l’aumento della concorrenza ed il proliferare di ciclofficine su tutto il territorio torinese spinge i tre ragazzacci a specializzarsi nelle proprie lavorazioni alternative: Marco si concentra sui ricambi e il restauro di biciclette d’epoca (vincendo, nel 2011, il premio “Giovani Collezionisti” del Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama con la sua collezione di artigianato ciclistico ottocento-novecento) e porta avanti anche il suo progetto di Museo Diffuso, Luca si attrezza per la costruzione di telai in acciaio su misura (in particolare per bike-polo e veloci biciclette da trasporto su due ruote), Fox si dedica alle bici da corsa e cicloturismo fondando, nel frattempo, una squadra corse con fini aggregativi, letterari e turistici. Da sempre, il carattere distintivo della Ciclofficina Artigiana è caratterizzato dal modus operandi, che prevede riparazioni rapide, essenziali e a basso costo, e dalla relazione schietta con la propria clientela, composta prevalentemente da ciclisti urbani: studenti, cittadini e lavoratori.

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Tra le ultime fatiche del 2015, si può annoverare la mostra di biciclette d’epoca organizzata da Marco al Museo di Arti e Mestieri di un Tempo di Cisterna D’Asti lo scorso autunno. L’iniziativa rientra nell’ambito del Museo Diffuso (in collaborazione con il Cecchi Point), nato nel 2007 come progetto online (www.paramanubrio.it): fino ad oggi le mostre sono state itineranti, ma l’obiettivo è quello di trovare uno spazio fisico dove allestire un’esposizione permanente.

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Pubblicato il: 8 March 2016

Categoria: Senza categoria

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