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I Graffitti? La nostra professione! Parlano i Truly Design

Incontriamo una delle realtà più vivaci e in movimento di Torino: i Truly Design, che sono riusciti a trasformare la propria passione – i graffiti – in una professione.

Truly Design - photo by Livio Ninni

Truly Design – photo by Livio Ninni

Come vi siete conosciuti, e come nasce Truly Design?

Truly Design nasce come crew di graffitari: avevamo circa 18 anni e per motivi diversi ci trovavamo a dipingere insieme di notte, esprimendoci in tag e lettering, i graffiti più tradizionali. In tre ci siamo incontrati a un corso di graffiti. Il quarto del gruppo lo abbiamo conosciuto perché “crossava” i tag di uno di noi, ovvero li distruggeva: una pratica comune di “battaglia sul campo”.

È così che nascono le migliori amicizie!

Esatto! Venivamo da crew e fazioni differenti, poi abbiamo iniziato a fare tutto insieme, a partire da muri e treni, la base culturale del writing. D’inverno facevamo graffiti nell’area di Torino, mentre d’estate ci imbarcavamo in lunghi interrail di esplorazione e disegno in altri paesi. E l’amicizia si è cementata.
Intanto, siamo diventati sempre conosciuti a livello italiano come crew di graffittari, e questo ci ha portato a farci viaggiare e a collezionare le prime commissioni: negozi, palestre, discoteche…

Al momento della scelta dell’università, in tre abbiamo intrapreso studi dedicati al disegno, applicando il background del graffito ad arte, grafica e design. Uno di noi ha invece scelto giurisprudenza: solo dopo avremmo capito quanto questo sarebbe stato utile per la nostra attività odierna.
Da subito abbiamo iniziato a lavorare alle nostre opere senza alcun vincolo commerciale, poi sono arrivate le prime commissioni: loghi, grafiche e altri lavori che ci permettevano di esprimere al massimo il nostro potenziale di disegno urbano.

Ninja1 and Mach505, “Medusa Anamorph”, Acrylic paint on wall, 2011. Photo and lightpainting by GARU-GARU

Alla fine del nostro percorso universitario abbiamo deciso di aprire uno studio di graffiti, ed è così che è nato Truly Design.
Le commissioni inizialmente non erano tantissime, ma abbiamo sempre sperimentato, riuscendo ad approfondire aspetti artistici che in un secondo tempo avremmo applicato a una questione commerciale. Sin dall’inizio non ci siamo sentiti solo “artisti”: ogni commissione, infatti, ha sempre stimolato in noi nuove risposte estetiche e reso avvincente il nostro percorso.
Sono ormai dieci anni che lavoriamo insieme come crew di graffiti, e cinque come Truly Design.

E come nasce il vostro nome, Truly Design?

In due step; nel periodo punk della nostra vita, in un immaginario legato al graffito e all’illegale, abbiamo cominciato a chiamarci “The droogs”. Abbiamo poi capito che I Drughi a Torino sono un’altra cosa (gli ultras della Juventus, ndr), e nel frattempo siamo cambiati anche noi. Abbiamo mantenuto le nostre inziali, TD – a livello di crew ci conoscevano tutti così –, e siamo arrivati a Truly Design.

Un nome che racchiude il significato di “veramente” design e che si spalma sul disegno in tutte le sue anime, portate avanti da ognuno di noi nei propri studi e percorsi personali. “Veramente” è quello che ci unisce.

Anche professionalmente abbiamo peculiarità diverse, ma ogni lavoro è vagliato da tutti noi quattro e pienamente condiviso.

Mauro149, “Valhalla Carbon”, Snowboard by Custom Made Snowboard, 2012

Siete tutti e quattro di Torino, il vostro studio è a Torino: com’è il vostro rapporto con la città?

Tutti e quattro sentiamo una torinesità condivisa, un orgoglio per la nostra città. Gli ultimi 15 anni a Torino sono stati un buon concime per crescere, circondati da un’altissima e stimolante offerta culturale, e anche se in questo momento le cose sono un po’ cambiate, questa città continua a essere bella, vibrante, e ha mantenuto tanti cambiamenti.
Ci chiediamo spesso se questo sia il luogo giusto in cui restare, o se un altro paese permetterebbe di realizzarci in maniera diversa. La nostra utopia lavorativa sarebbe quella di fare base qui a Torino e lavorare sempre più con l’estero.

Rems182, "Clarence", Acrylic and spray on paper, 150x200cm, 2013

Rems182, “Clarence”, Acrylic and spray on paper, 150x200cm, 2013

A livello di disegno e graffiti, qual è il carattere di Torino?

Ci sono diverse realtà interessanti a livello torinese, riconosciute in Italia e all’estero; abbiamo però dei difetti: ottengono spesso più attenzione città come Milano, dove magari le opere sono sono supportate da un apparato di comunicazione e marketing più forte.

Rispetto alle altre grosse città d’italia, qui c’è stato un evento importante per il mondo dei graffiti: la fondazione, nel 1999, di Murarte, ufficio del Comune che, primo in Italia, ha iniziato a mettere a disposizione dei muri “legali”.
Questo ha allentato il discorso di bombing e tag selvaggi in strada e ha permesso a Torino di sviluppare molto di più la presenza di crew, wall of fame, spazi da dipingere di grandi dimensioni, sfociati in Picturin – Torino Mural Art Festival. Basti pensare a Palazzo Nuovo, al Parcheggio di via Braccini – la grande palestra dei graffiti – e tante altre facciate della nostra città.
Questo non esiste a Milano – dove sui graffittari sono state messe le taglie – , Roma, Napoli.

Ninja1 and Mach505, “Medusa Anamorph”, Acrylic paint on wall, 2011. Photo and lightpainting by GARU-GARU

Pensate che questo rapporto con le istituzioni ammorbidisca il linguaggio e la prorompenza del graffito?

Come per tutti i fenomeni sociali complessi, quello dei graffiti – presenti negli Stati Uniti dagli anni Settanta e in continua evoluzione sin dal primo giorno – è un problema di definizione. Da molti il graffito viene ancora visto come un mondo senza alcun compromesso con la società e di continuo combattimento contro l’autorità.
Noi, nel nostro percorso personale, abbiamo sentito la necessità di trasformare la dimensione notturna e illegale, approfondendo il livello estetico e studiando pittura, illustrazione, design. Non rinneghiamo le nostre radici, fondate sul graffito classico, ma abbiamo sviluppato una dimensione diurna e comunicativa.

Concludiamo l’intervista chiendovi di raccomandare ai nostri lettori 5 luoghi  / nomi / opere da non perdere:

Luoghi:
5 pointz, NY
Via Braccini, Torino
Ex Zoo di Torino
Galo Art Gallery Torino
Quartiere Vanchiglia, Torino

Nomi:
Blu
Roid
Aryz
Smash137
Conor Harrington

Opere:

Aryz, Poland

Banksy

Pixelpancho, Baltimore

Blu, Berlin

El Mac

 

Grazie ai Truly Design per la loro disponibilità! In bocca al lupo!

Potete seguirli qui: www.truly-design.com // Facebook // Youtube // Twitter

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Rems182, Truly Design

 

Scritto da

Pubblicato il: 12 February 2014

Categoria: Persone

Letture: 2951

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