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PiazzaSan Carlo-chiese gemelle

Il lato spirituale di Torino

Arrivate da via Roma. Avete Porta Nuova alle vostre spalle e procedete verso Piazza Castello.

Entrate in Piazza San Carlo, il salotto di Torino. Arrivate fino alla statua equestre di Emanuele Filiberto. E’ il Caval ëd Bronz. Siete nel cuore di un rettangolo lungo 168 metri e largo 76. 12,768 metri quadrati di isola pedonale. Quando andavo alle medie era un parcheggio. Uno scempio per gli occhi e il cuore.

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Posizionatevi accanto al cavallo, sul lato lungo. A ovest. Voi non lo sapete, ma siete al cospetto di uno dei uno dei più grandi misteri irrisolti della storia: la Sindone.

Quella vera è a dieci minuti a piedi da dove vi trovate ora, in Duomo. Poco importa, concentratevi sulla piazza. A ore due, sopra l’ultimo portico di destra. E a ore 11 , sopra l’ultimo portico a sinistra.

Sono piccoli, ma ci sono. Aguzzate la vista. Sono due affreschi, corrosi quanto basta per non farsi notare. Due scene sacre. Al centro c’è la Sindone. Non è un caso.

Alla vostra sinistra ci sono due chiese: le chiese gemelle. Quella a ore 10, è la Chiesa di San Carlo. Nemmeno questo è un caso.  All’interno, dietro l’ altar maggiore, c’è il quadro che racconta la ragione vera per cui la Sindone si trova qui dal 1578.

PiazzaSan Carlo-chiese gemelle

La Sindone era a Chambery, ma i Savoia quando hanno trasferito la loro capitale dal versante francese a quello italiano, hanno giocato la carta migliore che avevano. Per dare a Torino dignità di capitale, in attesa di mettere mano alla topografia della città, usano la Sindone, la reliquia più cara della cristianità. Il lenzuolo che, forse, ha avvolto il corpo del Cristo deposto dalla croce. Vera o falsa che sia, non ha rilevanaza. Importa il peso politico che ha la Sindone: storia, religione, potere dinastico, alleanze militari. Quel lino è molto di più di una reliquia.

I Savoia la portano qui, dicono, per permettere al pellegrino milanese, cardinale Carlo Borromeo, che vuole pregare sulla Sindone di fare un viaggio più breve. La scusa è inattaccabile.

La Sindone non tornerà più indietro. E da quel momento Torino è diventata “la città della Sindone”.

Comune di torino_sindone_2010Dal prossimo 19 aprile al 24 giugno ci sarà la nona Ostensione della storia. La prima è del 1931. L’ultima è del 2010 e vennero a vederla 1 milione e 700 mila persone. Il 21 giugno verrà in pellegrinaggio Papa Bergoglio, argentino di origini piemontesi. Non solo. Il 2015 è l’anno bicentenario della nascita di Don Bosco. Già perchè Torino è anche la terra dei Santi Sociali (da Giulia di Barolo a Leonardo Murialdo e al Cottolengo), donne e uomini che di fronte alle grandi crisi sociali conseguenti alla prima industrializzazione, si sono rimboccati le maniche e hanno lottato per i diritti del nascente proletariato urbano. I segni del loro lavoro sono disseminati nella Torino vecchia e sono vivi e visibili ancora oggi. Il cuore di tutta la cristianità dalla primavera prossima batterà a Torino. Sarà un 2015 da ricordare!

 

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Pubblicato il: 19 December 2014

Categoria: Percorsi

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