MENU
Indovina_peperoncino

Indovina chi viene a cena? RESISTENZE MULTI-KULTI-KULINARIE

Sabato, ore 19.50. Torino, quartiere Vallette. Esco dal giornale, di corsa, è tardi, come al solito. Ore 20.15, Lungo Dora, passo a prendere Elisa, scende: «Sei in ritardo, muoviamoci!». Ore 20.20, Sottopasso “Repubblica”, c’è coda, non arriveremo mai in tempo. Ore 20.25, troviamo parcheggio lungo il controviale di Corso Regina: «Che fortunaccia! Sarà ancora lontano? Arriveremo sicuramente in ritardo». Ore 20.32, quartiere San Donato, ci siamo!

Suoniamo il campanello: «Chi è?». «Siamo qui per la cena». «Salite!». Entriamo, scala B, a destra, primo piano. La porta è aperta, la signora Eman ci accoglie: «Benvenuti!» Ci stringiamo la mano: «Grazie, abbiamo portato un pensierino per voi». Una pianta di peperoncini, potrebbero perfino tornare utili per cucinare. Entriamo nella sala da pranzo, già stracolma di gente, un po’ seduta sul divano e un po’ al tavolo della cucina. Salutiamo, con l’imbarazzo mascherato di chi si vede per la prima volta. Ci presentiamo: «Piacere, Marco». «Piacere, tutto il mondo!». Vedere facce nuove fa sempre bene.

Torino_Indovina chi viene a Cena

Finalmente conosciamo tutta la famiglia: Fatima, la figlia più grande, studia architettura al Poli. Youssef, il secondo, studia costruzioni aeronautiche alle superiori e all’università vorrebbe fare ingegneria. Youssef vuole fare l’arbitro di calcio. Nesma, la terza, fa il liceo artistico. Yara, la più piccola, fa casino, ma quel casino che altro non è che voglia di vivere. Fatima ha la luce negli occhi di chi vuole scoprire il mondo, non smette mai di parlare. Youssef, l’unico maschio del gruppo, se ne sta comodo comodo sul divano, reduce dalla sua prima partita da arbitro. Nesma, quella un po’ più timida, parla poco ma aiuta come non mai la signora Eman con i lavori di casa. Yara è un fiume in piena, salta da una parte all’altra della stanza senza fermarsi un attimo, fa amicizia con tutti.

Torino_Indovina chi viene a Cena

C’è profumo di pesce, non a tutti piace il pesce: nessun problema, ci sono anche il riso, le patate, i peperoni e la crema di sesamo da metterci sopra. La cena è in tavola! Bando alle ciance, adesso si mangia! Karkadè ghiacciato nei bicchieri, i piatti sono stracolmi di riso: sorrisi a trentadue denti e acquolina in bocca. «Signora, ha un nome particolare in Egitto questo piatto?». «Riso con pesce!». Ok, come non detto. Le bocche si riempiono, le voci si tacciono. Non esiste nulla come il cibo per avvicinare i popoli e le culture…ah, se solo si potesse aprire un mega-ristorante con tutte le specialità del mondo…!

Torino_Indovina chi viene a Cena

I piatti si svuotano, le pance si riempiono. Con la pancia piena torna anche la voglia di parlare: non è possibile non toccare il problema della discriminazione, soprattutto se hai l’opportunità di parlarne con qualcuno che lo vive sulla propria pelle. Fatima ride, con il tempo ha imparato a sorvolare su queste cose: come quando la gente, standole vicino sul bus, si sposta o mette la mano vicino alla borsa, come quando il compagno di scuola ignorante le diceva di tornare al suo paese perché diversa: «Ah, se solo potessero conoscerci di persona, cambierebbero sicuramente idea!». Youssef, grazie al corso da arbitro, entra gratis allo stadio: che invidia! Tutto il mondo è paese, ahimè.

Zitti tutti! E’ il momento del dolce, servito (e ci mancherebbe) con una quantità spropositata di tè bollente. Non esiste nulla di più conviviale del tè! Eman ha preparato konafa e basbousa. Fatima ci dice che sono i tipici dolci che puoi trovare dal kebabbaro (anche quando si tratta di nomignoli tutto il mondo è paese, ahimè), e che va fatta una severa distinzione tra i kebabbari egiziani e i kebabbari turchi. Horas, ad esempio, è egiziano e a Torino, ultimamente, si stanno moltiplicando i kebabbari turchi. Tre bicchierate di tè, possono bastare. Due ripassate di konafa e basbousa, possono bastare. Il vassoione si svuota, la pancia inizia ad essere sazia, il palato appagato. Yara continua nel suo piccolo show.

Ore 23, le palpebre iniziano ad appesantirsi. I postumi del lavoro iniziano a sentirsi, è ora di andare: ci alziamo, ci scambiano saluti, ringraziamenti, e…contatti Facebook…chi lo sa, un giorno si potrebbe ancora combinare qualcosa insieme.

Ore 23.10: usciamo nel freddo e nella pioggia. L’umidità ci avvolge le ossa, Torino ci avvolge nell’oscurità. Dov’è la prossima famiglia da visitare? Quando si mangia?

 

Indovina chi viene a cena?” è un progetto nato a Torino nel 2011 dall’idea di alcune famiglie di migranti intenzionate ad “aprirsi e aprire le proprie case all’incontro e alla condivisione”. Promosso da Rete Italiana di Cultura Popolare, Indovina chi viene a cena? si concretizza in una serie di cene, organizzate durante l’anno dalle famiglie aderenti, alle quali è possibile partecipare con l’interesse di conoscere nuove persone, nuove culture e nuove tradizioni. Con il ricavato di due anni di progetto (raddoppiato grazie al contributo di Fondazione CRT), sono stati finanziati quattro tirocini formativi retribuiti per neodiplomati di Piemonte e Valle D’Aosta.

Scritto da

Pubblicato il: 23 January 2015

Categoria: Assaggi

Letture: 2292

, , , ,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>