MENU
mole_aprile-0004

La magia di Torino

Mole

Torino è una città magica.

Quando si parla di magia, il fascino del mistero, di tutto ciò che non è razionalmente spiegabile prende inevitabilmente il sopravvento. Così tra fonti storiche, miti o leggende metropolitane si tratteggia della città un profilo “duplice” che si snoda tra triangoli magici, grotte alchemiche, influssi satanici, ricerche e convinzioni intorno al Santo Graal.

La tradizione della Torino magica pare risalga all’Ottocento quando la città era considerata la capitale dello spiritismo.  Ma ancora in epoche precedenti furono molti i personaggi “misteriosi” che vi soggiornarono proprio per questo motivo, come Paracelso, l’alchimista astrologo che sembra  abitasse presso le Porte Palatine.  Proprio l’astrologia getta la basi per interpretare la nascita della città.

La meridiana astrologica che si trova su una delle pareti del Duomo, verso la Piazzetta Reale, indica il segno zodiacale in cui ci si trova. La caratteristica più singolare è che, a differenza del classico schema circolare a cui siamo abituati, qui i segni appaiono verticalmente: in alto il Capricorno (che corrisponde al solstizio d’inverno, quando si celebra la festa di san Giovanni Apostolo) e in basso il Cancro (che coincide con il solstizio d’estate, 24 giugno, festa di San Giovanni Battista). Secondo il celebre scrittore Renzo Rossotti, la ”nascitadi Torino è datata 7 febbraio 1563 alle 11 del mattino. “La città è nata con il Sole nell’Acquario e l’ascendente nel Toro”, una particolare configurazione astrale che ha determinato anche per i suoi abitanti “un carattere forte, dominante, perseverante, dotato di fantasia creativa, aperto alle idee nuove…e laborioso”. E’ buffo pensare che siamo chiamati “bogia nen”, sottolineando quel’atteggiamento di avversione alle novità, che non è proprio il suo significato reale. Il bogia nen è, invece, l’anima del popolo piemontese, un popolo forte, orgoglioso, combattivo e operoso e il termine sembra essere stato usato nel corso della battaglia dell’Assietta (19 luglio 1747) quando l’esercito sabaudo non indietreggiò davanti al nemico:  “Da sì nojautri bogioma nen” .

La salita alla Mole Antonelliana testimonia tutta questa nostra essenza: da lassù lo sguardo si distende sul panorama circostante, abbraccia montagne e palazzi, la collina e il fiume e si coglie il delicato sussurrare della vita pulsante che da lì si riesce quasi a sentire.  Quando la genialità di Alessandro Antonelli trovò ispirazione nella sua Mole, non tardò ad arrivare  un’ interpretazione esoterica di questa incredibile struttura.  Se è vero che Torino si fonda su un territorio dotato di straordinaria “energia”, il punto di massima concentrazione risulta essere proprio qui e la Mole non è altro che “un’antenna cosmica” tra Terra e Cielo, in cui si raccolgono i 4 elementi principali: le falde acquifere sottostanti, l’aria che la circonda, il suolo che la regge e il fulmine che la colpì nel 1904 attivandone il “potere”.  In fondo, già la figura di Apollonio di Tiana, filosofo, veggente e guaritore nato in Cappadocia nel I secolo D.C,  di cui narra Lucio Flavio Filostrato,  sosteneva  la tesi dell’energia e della forza “interiore” della città.  Pare che egli costruisse talismani per combattere gli influssi  del male e che ne nascose uno, dai poteri immensi, nel sottosuolo dove poi sorse Torino, cogliendo proprio in questo territorio un’energia mai sentita prima, rendendolo così protetto e dando vita alla tradizione alchemica. Così le grotte alchemiche sono diventate, in seguito,  un mito affascinante.  Esse rappresentano  i 3 gradi di iniziazione che riguardano l’avvicinarsi all’alchimia e che si riferiscono ai luoghi dove proprio Apollonio può aver nascosto il suo talismano. Sono punti geograficamente identificabili,  quasi tutti in prossimità delle residenze sabaude, di cui si sono trovate tracce e alcuni passaggi.  Allo stesso tempo non si può negare la diffusione del mito che vede il Santo Graal,  secondo alcuni , nascosto qui a Torino ed il cui simbolo è riconducibile alla statua che rappresenta la Fede sul pronao della Chiesa della Gran Madre, nel gesto di reggere la famosa coppa.

093 Chiesa Gran Madre di Dio

Ma il fascino della città vive di una magia quasi tangibile nell’architettura di alcuni suoi palazzi d’epoca, tra strade e fontane, attraverso  la polarità dello yin e dello jang, il maschile ed il femminile, il Po e la Dora, l’anima bianca e quella nera di Lucifero, quest’alternarsi di leggende e storia, di antico e moderno che lasciano spazio ad altre suggestioni.

Scritto da

Pubblicato il: 23 April 2015

Categoria: Percorsi

Letture: 4075

, ,

3 Responses to La magia di Torino

  1. Marcela says:

    spettacolarmente magico questo post!
    Grazie per le piccole perle che mi hai insegnato!

    • Valeria Copperi says:

      Grazie Marcela, sono davvero molto felice che ti sia piaciuto!

      • Complimenti. Molto bello il tuo articolo. Lo pubblicherò sulla pagina di fb Beb Le Terrazze Torino – Cirié.
        Grazie della tua amicizia in fb !
        Come vedi anch’io mi occupo, nel mio piccolo, di turismo……
        Ciao……

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>