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L’Arte Irregolare alla conquista di Torino

Arte irregolare? Arte outsider? Art brut? Chiamiamola come vogliamo ma proviamo a spogliarci, per un attimo, di tutte le etichette per apprezzare un’espressione artistica che ha tutto il diritto e tutte le carte in regola di essere conosciuta e valorizzata. Tutto ciò è possibile grazie alla competenza, alla passione e alla creatività dei ragazzi dell’associazione Arteco (con la preziosa collaborazione di Tea Taramino, artista e storica collaboratrice dei servizi del Comune di Torino) che, con il progetto Mai visti e altre storie, stanno contribuendo a togliere un velo troppo ingombrante per tutti.

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Ma partiamo dall’inizio…cosa si intende per Arte Irregolare, Art Brut e Arte Outsider? Tutti e tre i termini vengono usati (seppur con differenti declinazioni) per indicare la stessa cosa: la produzione di opere artistiche realizzate da persone in situazione di marginalità sociale, disabilità, malattia e, più in generale, da persone indenni di cultura artistica … in modo che i loro autori traggano tutto dal loro profondo e non da stereotipi dell’arte classica o dell’arte di moda (citazione del pittore francese Jean Dubuffet, “inventore” del termine Art Brut). Mai visti e altre storie è nato con l’obiettivo di raccogliere, censire e valorizzare l’immenso patrimonio Art Brut piemontese contenuto negli archivi delle istituzioni cittadine (oltre a servizi sociali e ASL, anche le collezioni storiche del Museo di Antropologia ed Etnografia del Polo Museale Universitario) e delle collezioni private di cooperative sociali e associazioni. Un lavoro pratico e concettuale, perché punta al confronto tra il mondo patinato dell’arte mainstream e quello torbido degli outsider, tra normalità e marginalità: il primo passo è coinciso con la pubblicazione di un archivio online disponibile sul sito www.maivisti.it.

La sfida di Arteco, però, è molto più grande e punta molto più in alto, alla promozione dell’Arte Irregolare attraverso la realizzazione di eventi e mostre presso istituzioni cittadine e private alternate a momenti di formazione destinati ad addetti ai lavori sia del settore sociale che artistico: educatori, operatori socio sanitari, educatori museali, insegnanti, studenti dell’Accademia di Belle Arti e dell’Università di Torino, associazioni culturali. L’ultima mostra, I fantasmi dello spettro, è andata in scena a Palazzo Barolo dal 31 marzo al 26 aprile scorso in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, con opere degli artisti Lorenzo Filardi, Andrea Castelluzzo, Antonino Mancuso e Mauro Marchese.

13113218_10207847688642918_817711939_oIl prossimo step, a partire dal 19 maggio, sarà la prima mostra personale (sempre a Palazzo Barolo) di un autore dell’archivio di Maivisti: Rossella Carpino. Lella, come spesso ama firmarsi, proporrà il proprio mondo essenziale che talvolta si complica in forme simmetriche e speculari: nelle serie degli autoritratti, delle scarpe così come in quelle delle case dove compaiono strade, comignoli e alberi quasi sempre raddoppiati … La serialità delle opere di Rossella ricorda la tiratura, benché limitata, delle tecniche tradizionali di stampa (parole tratte dalla presentazione della mostra). L’occasione sarà quella giusta per presentare il progetto MaiPrint, creato in collaborazione con il collettivo Print About Me, destinato alla produzione di serigrafie e stampe a tiratura limitata di opere (tra cui quelle di Rossella Carpino) tratte dall’archivio MaiVisti. Un bellissimo modo per riconoscere il valore sociale e artistico degli autori e, contemporaneamente, incentivare il lavoro di giovani artigiani professionisti.

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Rossella Carpino, Senza titolo, Archivio Singolare e Plurale della Città di Torino, copyright Mai Visti

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Pubblicato il: 11 May 2016

Categoria: Eventi, Persone

Letture: 2248

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