MENU
valentino

Madama Reale Cristina di Francia, autenticamente “torinese”

Christine_de_FranceLa prima donna autenticamente torinese e con tutte le contraddizioni che ciò comporta? Madama Reale Cristina di Francia.

Cristina di Borbone, o come amava firmarsi Chrestienne de France, Duchesse de Savoye, Reine de Cypro, giunse a Torino nel 1619  a soli 13 anni, sposa del Duca di Savoia Vittorio Amedeo I che ne aveva una ventina più di lei. Il matrimonio, concluso ovviamente per fini politici, serviva a rafforzare l’allenza francese-sabauda, contro la Spagna.

La corte torinese era totalmente diversa da quella francese: era austera e non incline agli svaghi. Vittorio stesso non amava i balli e gli intrattenimenti di corte, preferendo la solitudine, la caccia e le passeggiate.

Pur in un ambiente completamente diverso da quello in cui era nata, Cristina non si perse d’animo: era la sorella del re di Francia, Luigi XIII, e soprattutto la figlia di Maria de’ Medici: era fatta per forgiare le situazioni a suo vantaggio.

La giovane principessa cercò dunque di portare a Torino un po’ della frivolezza francese, coinvolgendo faticosamente il marito nei suoi divertimenti; d’altra parte fece il suo dovere, regalando alla discendenza sabauda ben sei figli, quattro femmine e due maschi.

Dal 1630 cominciò a progettare delle modifiche per il Castello del Valentino, che le era stato donato al suo arrivo a Torino dal suocero, in una forma che ricordasse le architetture d’oltralpe, con i tetti mansardati e fortemente spioventi. I lavori si svolsero dal 1633 al 1660, sotto la direzione di Carlo e Amedeo di Castellamonte, per donarci infine il castello nella forma attuale con cui lo conosciamo e che gli è valso l’inserimento nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

valentino

Nel frattempo nel 1637 il Duca di Savoia morì, in circostanze ritenute misteriose, forse di indigestione, forse per un avvelenamento, che i pettegoli attribuirono alle macchinazioni del Cardinale di Richelieu.

Cristina divenne reggente per il figlio, ancora bambino, ma lo sarà poi fino ai 30 anni di quest’ultimo, e si trovò in guerra contro i cognati che non approvavano le sue mosse. Nonostante l’avversa situazione politica, Cristina fece proseguire i lavori al Castello del Valentino e si divise tra questa residenza, Palazzo Madama e la residenza presso la vigna di Madama Reale, costruita sulla collina torinese al di là del Po e all’altezza del Valentino, oggi conosciuta come Villa Abegg. Qui pare che si incontrasse con il suo amante Filippo d’Agliè, che contribuì con il proprio gusto anche alla decorazione e all’arredamento della costruzione.

Nel 1648 Carlo Emanuele II prese il potere, pur lasciando alla madre l’incombenza di seguire molte questioni politiche e i rapporti con gli ambascaitori.

Verso la vecchiaia, Cristina si volse a questioni più spirituali, con una vera e propria conversione religiosa portata all’eccesso, così come in gioventù fu eccessivamente amante dei divertimenti.

tramonto

Alla morte venne sepolta, vestita da Carmelitana Scalza nella chiesa di Santa Cristina in piazza San Carlo, ma la salma venne poi trasportata, nel 1802, a seguito dell’invasione napoleonica, nella vicina chiesa di Santa Teresa d’Avila, dove resta tutt’ora.

lapidi

La redazione de #lamiatorino, anche quest’anno, con grande piacere partecipa con le sue donne all’evento di #justthewomaniam #ognidonnavale, la maratona dedicata alle donne a sostegno della ricerca universitaria sul cancro! Contribuiremo raccontando l’anima più femminile della nostra meravigliosa città e non mancheremo all’appuntamento di domenica 6 marzo. Intanto seguite il progetto su www.torinodonna.it

Scritto da

Pubblicato il: 25 January 2016

Categoria: Persone

Letture: 2559

, , , , ,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>