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“Per fare un tavolo…” Massimo Villa in mostra per una settimana

Rinunciare alla mia passione per il gardening, la domenica mattina, nel periodo più intenso come quello primaverile, col terrazzo che freme… Per andare a trovare Massimo Villa nel suo laboratorio? Assolutamente sì!

Non poteva essere un cambio migliore visto che, di maestro di giardino, gardening coach, artista della natura e scultore si tratta. Così spiego ai miei Glicini che m’inebrierò del loro profumo più tardi, inforco la bici e percorro la ciclabile della Dora che manco a farlo apposta porta da casa mia a via Mantova 27, nel suo studio.

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Ero un po’ intimorita all’idea di incontrare questo personaggio. Uno che ha realizzato l’orto di Palazzo Madama, il Giardino del Borgo Medievale, il Labirinto dei giardini di Venaria Reale e ha messo mano in molti altri giardini importanti. E invece mi stupisco nello scoprire una persona disponibile e umile nella sua vastissima cultura. Come tutti i grandi del resto.

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Ma non si può parlare solo di giardini e sculture! Dove snuffi (sostantivo da #lamiatorino vocabulary) una profondità d’animo particolare è facile divagare… Il racconto sui cavagnin, i cestini secondo la tradizione piemontese, si mescola con le reminiscenze di altre vite forse vissute in un nuraghe sardo. Dal disquisire sui libri di Gertrude Gekill influente giardiniera britannica, all’interrogativo spirituale sull’esistenza di un dio, a Margherita Hack, di nuovo a intrecci di rami, foglie di betulla e canne di cipresso dei suoi accoglipasseri.

Ecco appunto, i passeri stanno scomparendo e bisogna accoglierli, non spaventarli! Gli insetti vanno allevati d’Inverno perché arrivino integri alla Primavera e così nasce il suo nido per Insetti (v. foto sopra)

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 Questa mostra però sarà monotematica, verranno esposti solo tavoli.  Saranno 16, tutti diversi in dimensioni e materiali e per chi ne vorrà uno ispirandosi a quello visto in mostra, sappia che non sarà mai uguale. Solo tavoli personalizzati, come Annarè ispirato ad  Anna Regge architetto paesaggista. Il più grande? cm 1,40 x 3,60 ci sarà anche lui appoggiato a una parete… Quello della foto qui sopra ha le tovagliette incorporate, sono di malta pv, trovata geniale! Altri tavoli sono in compensato mdf rivestito con uno strato di coccio pesto a imitare preziosi materiali.

Io che ho il tarlo musicale piantato nel cervello 24 ore su 24, vado avanti da domenica con la filastrocca di Gianni Rodari “Per fare un tavolo…” musicata da Sergio Endrigo, chi è stato bambino all’epoca se la ricorda bene. Questo il titolo della mostra di Massimo Villa, dal 7 al 13 Aprile 2014 in via Mantova 27, orario 15,00 – 20,00. Inaugurazione alle ore 18,00 di Lunedì 7 Aprile.

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Una volta in via Mantova non guardate i numeri civici, guardate per aria, quando vedrete un cestino enorme colmo di piante, campeggiare su un basso fabbricato sarete arrivati!

Ma com’è che siamo finiti a parlare di Hemorocallis Fulva e dei suoi boccioli commestibili, un attimo prima eravamo sulle bottiglie di legno in stile morandiano… E i corsi di orto creativo dove sarà dato l’accento alla bellezza oltre che alla funzionalità… E quella porta del giardino delle fate, ma cosa ci sarà dietro? Gnomi fate e folletti che domande… E la personale che ci sarà al Borgo Medievale in tarda Primavera, la Ceratocystis che ha ucciso quel Platano permettendogli di realizzare quella meravigliosa poltrona… Tutto si riutilizza, niente si butta via, tutto serve a qualcosa, gli afidi parassiti delle piante servono alle coccinelle per nutrirsi, come una malattia fungina fa rinascere un tronco in altra vita fra le mani di un artista. Tutto è collegato non esiste separazione.

Intrecci di cestini e di vita.

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