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POZZO STRADA: passeggiata di una torinese che ama il suo quartiere

Pozzo Strada è il mio quartiere da quando avevo 11 anni e direi che sento di farne parte in tutto e per tutto. Andiamo a fare una passeggiata fino al Mercato Brunelleschi per scoprire qualche curiosità, vi va?

Si scende nella via di casa mia Via Sagra San Michele e non “Sacra”: eh, sì, sembra che un secolo fa ci sia stato un errore toponomastico in tutte le targhe della via! Sapete, in quel periodo esistevano varianti nel lessico che andavano dal latino al volgare, ecco spiegato la confusione di quell’impiegato magari un po’ pigro… Sotto casa ci sono ancora i binari del tram che una volta passava di qui, segni di un passato lontano ma sempre presente.

viasagra

Arriviamo in Corso Peschiera, che percorro sempre allegramente salutando e sorridendo ai negozianti che ogni giorno intrecciano il mio cammino . Non posso fare a meno di ricordare quelli che resistono, quelli che non hanno più il negozio e quelli che ne hanno preso il posto.

Passiamo quasi davanti al grande Giardino , che i giovani qui chiamano i “I nuovi”. Sono stati inaugurati nel Settembre 2010… C’ero allora e c’ero anche prima, quando sorgeva il capannone abbandonato della fabbrica Capamianto. Fondata nel 1890, chiuse nel 1968 dopo molte battaglie degli operai in seguito alla scoperta della dannosità dell’Amianto utilizzato diffusamente in quegli anni. Finalmente nel 1997 la demolizione, grazie anche alle proteste degli abitanti e la bonifica. Tra l’altro è un’ottima scorciatoia per raggiungere la fermata Metro che nel nuovo millennio ha dato un enorme valore alla zona.

madonnina

Madonnina di Pozzo Strada

I passi percorrono via Bardonecchia sin davanti alla Chiesa parrocchiale Natività di Maria Vergine, via che nel Medioevo faceva parte della via franchigena che partiva da Canterbury, passando per Valsesia, Novalesa, Sacra di San Michele fino ad arrivare a Pozzo Strada. Il nome del quartiere risale proprio a quel periodo: la Chiesa a quei tempi era un ostello e c’era un pozzo d’acqua fresca, scavato già in epoca romana, per fornire ristoro a viandanti e pellegrini. La storia della Chiesa è quindi molto antica e articolata fatta di dispute, bombardamenti e ricostruzioni. Una curiosità è la posizione della Madonnina nella via: essa fu posizionata nel 1847 al centro dell’incrocio tra via Pozzo Strada e via Bardonecchia… Vi lascio immaginare gli incidenti continui e finalmente nel 1984 viene spostata sull’angolo della via. Non molti sanno però che gli incidenti d’auto sono continuati fino a circa 15 anni fa con l’istallazione dei semafori (e già si parlava di maledizione uuuhhh).

Siamo quasi arrivati al mercato e lo si sente dai profumi di caramello o amarena che solleticano le narici. In Largo Bardonecchia sorge la Silea, azienda che risale al 1928 che produce sostanze aromatiche per l’industria alimentare… E passiamo anche per la Ziccat , fabbrica di cioccolato che trasloca qui nel 1994.

A proposito di cioccolato… Pozzo Strada ha visto la nascita della Venchi – Unica, storica società dolciaria,  nel 1954. In realtà il signor Silvano Venchi, primo fondatore della Venchi, iniziò la produzione nel lontano1878. Oggi, gli stabilimenti ospitano gli uffici dei servizi civici del quartiere.

palasport

Palasport

corsobrunelleschi

Corso Brunellechi

Un bel giretto al mercato Brunelleschi e poi approfittiamo della pista ciclabile per arrivare fino al Parco Ruffini che gli anziani ancora chiamano Valentino Nuovo. Sorge nel 1925 come polmone verde di Borgo San Paolo (sì, perché prima Pozzo Strada era un’appendice di San Paolo) e con il nome di Parco Gerolamo Napoleone Bonaparte. Si estende con il suo stile razionale, direi “spartano” in contrapposizione al romanticismo del Valentino Vecchio. Il Palasport e lo Stadio Primo Nebiolo racchiudono l’elogio allo sport e alla cultura del benessere fisico.

Sediamoci su una panchina (ne abbiamo fatta di strada!) e incomincio a pensare: a come un posto dove prima era tutta campagna, si sia trasformato nel tempo, prima con le fabbriche negli anni 60’ – 70’  e i servizi, le scuole fino a diventare residenziale con palazzi, giardini (oggi la realtà residenziale è eterogenea: dagli operai, alla borghesia… Oggi come un tempo)… A come la vita di un quartiere sia racchiusa proprio in quei luoghi dove si incontrano le persone… A come sia rassicurante camminare per strade conosciute e ricordare ogni attimo legato ad esse.

Bene, ora io torno a casa dalla pista ciclabile di Corso Monte Cucco (avete notato che molte vie hanno i nomi di montagne??), e se a voi va potete continuare dritto perché verrete condotti fino al Parco della Pellerina comodamente protetti dal viale alberato.

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Pubblicato il: 24 February 2015

Categoria: Percorsi, Scoperte

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