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Storie d’amore tra Torino e Berlino

Torino incontra Berlino non è solo il nome della manifestazione che per tutto l’arco del 2015 ha visto il susseguirsi di incontri, eventi e iniziative legate alle due città. Il binomio tra la capitale tedesca e Torino è indissolubile, e trova nel design della moda locale la sua massima espressione.

Sono tante le piccole realtà che, nel corso dell’ultimo decennio, si sono moltiplicate e hanno contribuito a esportare nel resto d’Italia e d’Europa il “Made in TO“: la maggior parte di queste vedono Berlino come punto di partenza (o punto di arrivo), di avventure straordinarie. L’altro minimo comune denominatore che lega le storie che vi racconteremo è l’amore, perché le coppie imprenditoriali che hanno dato forma e sostanza ai propri sogni sono coppie anche nella vita.

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Partiamo da un negozio che, nel corso degli anni, è cresciuto fino a diventare un’istituzione per tutte le “fashion victims” torinesi: Born in Berlin, di cui ormai sappiamo praticamente tutto!

Aperto nel 2005 da Judith, giovane berlinese approdata a Torino grazie a una borsa di studio, “Born” è da sempre sinonimo di creatività, design e artigianalità, che si traduce in capi fatti interamente nell’atelier di Via S. Dalmazzo 9a; le famose “svendite” settembrine sono ormai diventate un appuntamento imperdibile per centinaia di appassionati.

Una realtà che è cresciuta anche grazie al talento di Simone, ideatore di tutta la linea di prodotti in pelle: l’incontro con Judith, avvenuto nel 2006 quando era un giovane designer specializzato nella lavorazione del ferro, ha sancito l’inizio di un binomio vincente, sul lavoro come nella vita. Una realtà che si è aperta anche al sociale con l’assunzione di Ibrahim, rifugiato politico afghano e sarto abilissimo.

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Se quello che cercate è, invece, una accessorio dallo stile particolarmente “urban“, non potete non recarvi nel laboratorio Mnmur di Via Belfiore 20, nel cuore di San Salvario. Marco e Laura vi aspettano per proporvi la loro gamma di borse, portafogli, portamonete e cinture realizzate utilizzando esclusivamente materiali di recupero come camere d’aria, copertoni di biciclette e cinture di sicurezza. L’idea nacque nel 2008 dopo un viaggio (manco a dirlo) a Berlino, da sempre patria delle nuove tendenze: fu proprio dopo quel viaggio che Marco abbandonò il precedente lavoro di grafico per buttarsi in questa nuova avventura: dopo il primo laboratorio in Via Nizza, all’interno di un garage, e le prime vendite ad amici e conoscenti, il boom con il conseguente spostamento presso la sede attuale.

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Un progetto dalle radici sparse in tutta Italia e in mezza Europa: l’avventura di Sugo partì nell’ormai lontano 2006 per trovare il suo sbocco naturale a Torino poco più di un anno e mezzo fa, nella location definitiva di Via Ormea 38b. L’idea della milanese Esia e del campano Amedeo è nata nel capoluogo lombardo e si è perfezionata attraverso anni di fiere e mercatini: dalla Spagna a Berlino, passando per la Toscana. Già, proprio Berlino: una Berlino che, in questo caso, non si è rivelata ideale per una vita che da “semplicemente” lavorativa si è ben presto trasformata in familiare. Dalla Germania a Torino, fin da subito considerata il “luogo adatto perché ti permette di sviluppare la tua attività nel migliore dei modi, con la giusta tranquillità e senza troppe pressioni”. Sugo ricicla abiti usati e pezze di tessuti che le sapienti mani di Esia trasformano in originalissime felpe, maglie, t-shirt e accessori per donna, uomo e bambino.

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È sempre l’amore (anche se Berlino, stavolta, non c’entra nulla) a dare vita alle collezioni della sartoriaL’Orlando Furioso” di Via Le Chiuse 6. L’amore per le persone e per le cose ben fatte, che nel 2004 ha portato la Cooperativa Sociale AltraMente a sviluppare un progetto di inclusione sociale, basato sul cucito, rivolto a donne con difficoltà psichiche ed emotive.

Oggi la sartoria ha spiccato il volo e continua a crescere con ali proprie, portata avanti con passione da Nicoletta e dalle altre sarte: L’Orlando Furioso, ancora in collaborazione con AltraMente e con i servizi sociali territoriali, propone percorsi di inserimento lavorativo perseguendo i valori di uguaglianza sociale concentrati nel proprio motto “Ricucire”: ricucire le storie e le vite di persone che, grazie agli abiti che creano, possono trovare un nuovo ruolo nella società.

E se proprio volete perdervi nell’arte berlin-torinese, andate a vedere la mostra di Nadia Budde e Elisa Talentino “Torino-Berlino andata e ritorno”: fino al 31 dicembre, sotto i portici di Piazza San Carlo, le due illustratrici esporrgono una serie di stendardi realizzati durante le rispettive residenze nelle due città. La mostra, realizzata nell’ambito degli eventi di Torino incontra Berlino, è a cura del Goethe-Institut.

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Pubblicato il: 11 December 2015

Categoria: Persone, Scoperte

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