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Teatro Regio di Torino: il dietro le quinte

E’ sabato pomeriggio e finalmente mi sono decisa: oggi visiterò il Teatro Regio di Torino! Parteciperò ad una visita guidata alla scoperta del “Dietro le quinte” del teatro, la mia prima visita al Regio nonostante io sia nata a Torino. Mi ha sempre incuriosito a livello architettonico perché il suo progettista, l’architetto Carlo Mollino, riteneva che la ricostruzione del teatro dopo l’incendio del 1939 dovesse avvenire, non sulla base di precedenti modelli, ma su nuovi orientamenti architettonici e urbanistici.

Pensate che ci vollero circa 40 anni per ricostruirlo, i lavori infatti non cominciarono prima del 1967! Si trova all’interno di un contesto architettonico importante e per questo motivo vi era un grande dubbio: la sua ricostruzione doveva avvenire nel rispetto della sopravvissuta facciata dell’Alfieri? Carlo Mollino progetta quindi una costruzione inedita. Nonostante le critiche e i dibattiti, il nuovo Teatro Regio venne inaugurato il 10 aprile 1973 con l’opera di Giuseppe Verdi I vespri siciliani.

Ma torniamo alla visita. Appuntamento davanti alla biglietteria con la guida che ci accompagna attraverso l’atrio per raggiungere l’ingresso e qui la prima sorpresa: l’ingresso principale è costituito da una serie di dodici doppie porte in cristallo brunito separate da diaframmi di granito e collegate visivamente da una sequenza di aperture ellittiche, le forme curve e tondeggianti tipiche di Mollino.  Questo per due motivi: il primo – pratico – per far defluire il più velocemente possibile il pubblico, mentre il secondo possiamo definirlo “sociale”, tutti entravano da porte identiche senza distinzioni di classe.

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Lo stile e la passione per le linee curve di Mollino sono evidenti in gran parte del teatro, dalla struttura esterna alle scale, dagli arredi interni ai piccoli oggetti come i pomelli delle maniglie e le luci.

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Anche il guardaroba – situato di fronte all’ingresso principale – è una rivoluzione architettonica. Un bancone di 30 metri di lunghezza con una meravigliosa forma a ventaglio.

Curiosità: ai lati del guardaroba vi sono due salette a pianta ellittica dove uno schermo Tv permette ai ritardatari di seguire lo spettacolo… Un tempo le dame arrivavano in ritardo di proposito, per sfoggiare i preziosi abiti; ora invece chi arriva in ritardo deve attendere la fine del primo atto prima di poter entrare!

Salendo al primo piano troviamo il Foyer, con i due bar curvilinei disposti in modo simmetrico. Geniale l’idea delle due grandi vetrate che danno la possibilità di godere della vista della facciata juvarriana dell’Archivio di Stato, creando uno scambio di vedute tra interno ed esterno.

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Ma eccoci ora giunti all’interno del Teatro. La pianta ricorda i fianchi di una donna, mentre la platea una conchiglia semiaperta. Il palcoscenico, tra i più grandi e meccanizzati d’Europa, consente di ospitarvi allestimenti di notevole complessità, anche più d’uno contemporaneamente.

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La sala, a pianta ellissoidale, contiene 1398 poltrone ed è movimentata da un ordine di 31 palchi che possono ospitare fino a 194 persone.È illuminata da un grande lampadario composto da 1762 sottilissimi tubi in alluminio con punto luce e 1900 steli in perspex riflettente, a creare un suggestivo effetto “stalattite”.

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Il boccascena originale è ispirato alla forma di un televisore.

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Lasciamo questo posto magnifico per raggiungere il retro palco e i sotterranei. Il teatro si sviluppa su 8 piani e pensate che ben 4 sono sotterranei!

Nel teatro si trovano anche due sale prove, la regia, la sala da ballo, la sartoria, i camerini e la mensa oltre a un altro teatro, il Piccolo Regio “Giacomo Puccini”, che ha una capienza di 380 posti.

Raggiungiamo il Piccolo Regio attraversando un Foyer che è anche un piccolo museo con esposti spartiti, libretti e locandine di opere teatrali.

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Il Piccolo Regio viene usato per saggi, spettacoli ed eventi privati, ma è stato penalizzato a causa dei materiali con cui è stato costruito. La moquette del pavimento e la mancanza del legno nei rivestimenti non permettono purtroppo un’acustica eccellente. Una sbirciata dietro le quinte per notare le imponenti scenografie dell’Aida, e la sala Regia da dove si movimentano tutte le scenografie.

Le visite si effettuano tutti i giorni dal martedì al sabato, esclusi i giorni festivi e quelli in cui sono programmate attività e manifestazioni in orario di visita. Le visite dal martedì al venerdì sono della durata di 1h30’; il sabato sono previste quattro visite, della durata di 45’.

Per informazioni cliccate qui: http://www.teatroregio.torino.it/manifestazioni/visita-teatro

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Articolo scritto da Rosy Cantarino

Vivo e lavoro Torino, quando non sono in viaggio. Travel Blogger per passione, mi piace organizzare viaggi ed itinerari alla scoperta di luoghi nuovi; appassionata di architettura arte e design. Mi piace fotografare, e creare filmati per raccontare i viaggi o i posti che visito  attraverso le immagini. Ho un blog dal nome curioso Sonoinvacanzadaunavita, dove racconto le mie emozioni in viaggio, consiglio locali e strutture che ho provato personalmente. Mi piace far conoscere Torino, passando magari un pomeriggio da turista nella mia città. Di tanto in tanto nel mio blog ospito amici che raccontano i loro viaggi.

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Scritto da

Pubblicato il: 4 December 2015

Categoria: Percorsi, Scoperte

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