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“The beautiful ‘loser’”: Gigi Restagno e la Torino musicale degli anni ’80

Ho 30 anni, e se provo ad immaginare Torino tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, immagino una città piena di fermento musicale, piena di locali ecc ecc. Praticamente la Torino di oggi semplicemente portata indietro di 35 anni.

Bene, non era così.

Torino, ai tempi, era davvero una città dormitorio come mi raccontava mio papà, una città in cui gli orari venivano quasi dettati dai turni lavorativi della FIAT, una città in cui la drammaticità degli anni di piombo pesava su tutti.

Per me che amo la musica è difficile pensare a quella realtà, anzi, è quasi impossibile pensare a una Torino senza neanche uno studio di registrazione. Una Torino in cui i locali per suonare rock dal vivo erano solo 2, una Torino senza una scena musicale con una propria identità.

Insomma, cosa c’era a Torino molto prima del boom di locali a San Salvario, molto prima della Torino hardcore e  addirittura ancora prima che aprisse “Hiroshima Mon Amour”?

E’ proprio da questo punto di partenza che inizia il racconto di “The beautiful ‘loser’“.

Proprio da questo contesto inizia a muovere i primi passi Gigi Restagno, nome sconosciuto ai più (anche se alla fine, grazie ai Subsonica, “Coriandoli a Natale” la conosciamo tutti), eppure nome fondamentale per la Torino musicale che conosciamo ora.

Ma non voglio anticipare niente.

“The beautiful ‘loser’” è un piccolo gioiellino. Una storia complessa, e anche toccante, raccontata con grande onestà e garbo.

Un documentario importante per gli amanti della musica e per tutti gli amanti di Torino in generale.

Documentario che vi consiglio caldamente, soprattutto se di Gigi Restagno non sapete nulla!

Ovviamente, come tutte le cose preziose, “The beautiful ‘loser’” sarà proiettato al Cinema Centrale solamente dal 29 maggio al 3 giugno: questo week end non prendetevi troppi impegni e regalatevi 90 minuti al cinema.

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“The beautiful ‘loser’” Una vita apparentemente normale di Diego Amodio

Cinema Centrale

Via Carlo Alberto 27

dal 29 maggio al 3 giugno alle ore 19.30

 

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/The.Beautiful.Loser.2014?fref=nf

 

3 Responses to “The beautiful ‘loser’”: Gigi Restagno e la Torino musicale degli anni ’80

  1. Vito says:

    Ciao, scusa se intervengo: ho qualche anno più di te (molti, ne ho 50….) e ti assicuro che sulla Torino dormitorio c’è anche molta “mitologia”. Io mi ricordo una Torino, alla fine degli anni ’70, dove i locali erano mooolto più di due, e si poteva ascoltare il jazz-rock degli Arti e Mestieri o di Venegoni & Co, i primi gruppi punk (all’inizio degli anni ’80, ricordo i Blue Vomit), i demenziali (Johnson Righeira e la sua “Bianca surf”), cantautori rock come Enzo Maolucci o più tradizionali come Carlo Credi (un vero mito), persino gruppi country come i Bluerba di Gigi D’Agostino e Alfredo Morabito, e i mettallari come i Fil di Ferro e i Gow. Nei primi anni ’80 sono nati gruppi come gli Statuto, i Franti, i No Strange, i mitici Truzzi Broders, i Negazione, e verso la metà del decennio i Loschi Dezi, i Sick Rose, le Funky Lipps e i Party Kids. La Toast Records era attiva dal 1981, ed erano anche attive la Shyrak di Johnny Betti, la Prince, la Drums e la Kansas di Seren Gay, nate anni prima.
    C’erano un sacco di studi di registrazione (i Dynamo di Marco Cimino, il Minirec di Gigi Guerrieri, il Format di Happy Ruggiero sono solo i primi che mi vengono in mente), quando si tagliava da scuola si andava da Rock’n'Folk in via Viotti. Tutto tranne che una città morta. Saluti e “complimenti per il sito” (cit.) Vito

  2. Daniele says:

    Mi permetto di concordare con Vito ( ho la sua stessa età, addirittura 4 anni di più ) e ti posso assicurare che di locali ce n’erano una valangata, addirittura durante la settimana c’era solo l’imbarazzo della scalta di dove passarsi la serata, altro che dormitorio…..vorrei sapere queste informazioni dove le hai prese !!!!!

  3. alberto says:

    mi accodo a chi dice che negli anni 70 chi aveva voglia e interesse a muoversi poteva farlo !!!
    esistevano un sacco di posti a cominciare dal .. dottoer saxs .. allo studio 2 .. al tuxido .. al fire .. al messico .. big club alla birreria di via ormea all’ imbarco al castello medioevale …………. potrei ancora continuare ….. io sicuro a casa a dormire non ci stavo e la musica la facevamo e la divoravamo …. ho 57 anni e ti assicuro la torino di oggi è la versione commerciale di ciò che negli anni 70 le migliori menti della mia generazione hanno fatto …..

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