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Torre Littoria, salite con me fino al nono!

Il grattacielo di piazza Castello, per intenderci. Quello odiato dai più, quello considerato il pugno nell’occhio di questa  bellissima piazza sobriamente barocca. Soprannominato il dito di Mussolini (ël dil dël Düs) e ancora il telefonino. Ma è ancora così oggi? Ho sentore che fra pochissimo due nuovi grattacieli a caso gli prenderanno il posto in classifica…

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E poi tutto alla fine diventa relativo… Ci si abitua alla vista, qualcuno riesce persino a dire “il grattacielo di piazza Castello? Quale grattacielo?”

Grazie alla mia cara amica Marisa, che occupa uno degli alloggi al nono piano, ho potuto scattare queste fotografie sulla vista mozzafiato che da casa sua è quasi a 360°. Superga, Palazzo Madama, la Mole Antonelliana, Palazzo Carignano e molte moltissime chiese, ma quante ne ha il centro? Cupole  e campanili barocchi ovunque ti giri!

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Marisa mi mostra orgogliosamente un libro, con il reportage delle fasi di costruzione del grattacielo. Da alcuni particolari è certo che in una delle foto c’è anche lo scheletro del suo appartamento, che effetto tutto quel vuoto sul cielo dove adesso ci sono i suoi bei mobili!

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Mussolini fece costruire questa torre nell’ambito del progetto di ricostruzione di via Roma negli anni 30. Lo stile Littorio è quello dell’epoca del Razionalismo in architettura. Non è un caso che sia stato eretto proprio di fronte al Palazzo Reale, simbolicamente era l’affermazione di volersi contrapporre al potere monarchico. Nel 1934 il palazzo era completato, ad opera dell’architetto Armando Melis de Villa e dell’ingegnere Giovanni Bernocco. L’innovazione è nei materiali di costruzione, fu il primo palazzo in Italia ad utilizzare una struttura portante metallica elettrosaldata, quella tipica dei grattacieli. La Mole Antonelliana per contro è la più alta struttura nel mondo tutta in muratura. Ma quanti primati questa nostra Torino!

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Il grattacielo è sempre stato di proprietà della Reale Mutua, lo aveva finanziato quasi interamente e tutt’ora rimane unico proprietario. Oltre ad abitazioni ci sono uffici e studi professionali, se conoscete qualcuno che può farvi salire non mancate di farci un giro! Il campanello di Marisa però non posso rivelarvelo… Ma udite udite, un progetto per realizzare un ascensore esterno ad uso dei turisti , una caffetteria e un ristorante è in attesa di approvazione e in vista dell’Expo 2015 farebbe fare un figurone alla nostra città!

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È vero che abbiamo in Torino molti punti da cui osservare e godere del panorama unico che offre la città, con le sue montagne, i suoi fiumi, la collina… Però trovarsi proprio nel cuore della città e poter salire in alto e girarsi intorno è un’esperienza unica, è come ritrovare il nostro centro, seguire le indicazioni del nostro ombelico cittadino, vedere e apprezzare tutti i quartieri come fossero ugualmente importanti e degni.

Molti torinesi sostengono ancora che andrebbe abbattuto. Io trovo che la Torre Littoria sia come quel piccolo punto nero nella metà bianca del simbolo del Tao. Per essere perfetta le mancava solo un difetto diceva Karl Kraus. Parlava forse di piazza Castello?

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One Response to Torre Littoria, salite con me fino al nono!

  1. Annamaria Vercellino says:

    Per me è come un tuffo nel passato da torinese che ha vissuto in un luogo pieno di storia e ricordi .

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