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W_Lamp_Torino

W-Lamp, il made in Torino in giro per il mondo.

Vorrei portarvi con me in un viaggio che sorvola i tetti di Torino.

Visti da quassù le vie, i corsi e le piazze sono disposti con rigoroso ordine geometrico.

Corso Francia però sembra liberarsi dalla griglia che struttura la città e scivola solitario dalla periferia di Rivoli fino al cuore di Torino indicandoci perfettamente la via da seguire per raggiungere la nostra destinazione.

Arriviamo così in Via Arona 37. Davanti a noi si accende una vetrina luminosa e, sull’uscio dello showroom pronta ad accoglierci, troviamo Silvia: un paio di jeans, una felpa rosa di San Francisco e un sogno da raccontare.

Entriamo.

Al di là del salone espositivo si intravedono pc e scrivanie; sulla sinistra, incollato al muro, scorgo un planisfero da cui svettano bandierine rosse, a terra il parquet e tutto intorno il profumo della carta.

Silvia Bosio è una donna solare, positiva e molto determinata. Nel 2006 fonda a Torino, con suo marito Paolo Bonaccorsi e suo padre Franco, Bcrome, un’agenzia di produzione e pubblicità.

SIlviaeP

Nel 2010, dall’esigenza di un cliente, nasce l’idea di una confezione per bottiglie di vino in grado di trasformarsi in una lampada da tavolo. È nata la prima W-Lamp il cui nome, in origine, indicava la doppia funzione (Wine Lamp).

WineLamp

W-Lamp è oggi un’azienda a respiro internazionale specializzata nel design e nella produzione di oggetti e complementi d’arredo in carta e cartone, oggetti dal design minimal personalizzabili al 100%, capaci di ripiegarsi in una busta e di volare per miglia e miglia ed arrivare perfettamente intatti dall’altra parte del mondo.

Nell’era della digitalizzazione l’azienda ridona alla carta un valore speciale trasformandola nell’indiscussa protagonista di oggetti di design semplici ed eleganti. Ormai lontana dalla sua funzione originaria, la W-Lamp oggi ha visto il suo nome declinarsi in suggestive varianti: Wow Lamp, Weird Lamp, e anche Whateveryoulikemadeoutofpaper Lamp.

Silvia mi accompagna in una visita al laboratorio dove posso toccare con mano la qualità dei materiali utilizzati e dove scopro la loro spiccata “anima green”. Le lampade infatti possono essere costruite, a seconda delle richieste, con carta colorata naturalmente grazie a pigmentazioni derivanti dal caffè, olive, kiwi e nocciola. L’azienda è anche attenta allo smaltimento dei rifiuti, infatti ci sono lampade che impiegano “carte seminabili”, ovvero tipologie di carta contenenti al loro interno semi utili alla fertilizzazione del terreno.

Ascoltare i progetti di Silvia e Paolo è come cercare di seguire il movimento di una giostra: la loro passione è contagiosa e il loro entusiasmo travolgente. Così mentre rielaboro il concetto meraviglioso di ricreare il ciclo della vita e mi domando chi sarà a spiegare ai bambini che “per fare tutto” non serve più il fiore ma basta la W-Lamp, Silvia e Paolo spingono la giostra sempre più forte e mi raccontano della partnership con NTS-LabDieciCento, una società di “creative engineering” con cui stanno realizzando lampade capacitive che si accendono semplicemente sfiorando la superficie.

Decido di godermi ancora per un attimo il sogno di W-Lamp: galleggio nel caldo bagliore dello showroom creato dalla luce soffusa delle lampade, fra ombre che paiono animate e skyline di diverse città illuminate.

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Scorgo la mia Torino, la luce filtra dall’intaglio della Mole al suo fianco la Statua della Libertà sembra tenderle la mano.

È questo il sogno americano di W-Lamp e adesso riesco a vederlo anche io.

W_Lamp_Torino

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Pubblicato il: 28 March 2014

Categoria: Scoperte

Letture: 7882

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